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1 Ottobre 2026La conversione possibile
Dopo aver misurato il caldo, l'acqua, l'aria e il conto che già paghiamo, resta la domanda che conta: che cosa possiamo fare?
di Daniele Losi
A San Possidonio, piccolo Comune della Bassa, la risposta all’emergenza climatica ha una data di nascita: il 12 dicembre 2023, quando Comune, parrocchia, Pro Loco e cittadini hanno firmato insieme l’atto costitutivo della Comunità Energetica Rinnovabile, nata dalla crisi del caro-energia. Un modello che oggi produce energia pulita e la condivide con chi vi ha aderito.
In quattro puntate abbiamo misurato il problema: la pianura che si scalda più della media, la siccità e le alluvioni che si alternano, l’aria che pesa, il conto già pagato in salute, campi ed euro. La tentazione è la resa: «è troppo grande, non dipende da me». Questa puntata dice il contrario, con i fatti di chi già risponde.
Il primo livello è quello delle scelte pubbliche: piani per l’aria, sicurezza idraulica, alberi contro le isole di calore, comunità energetiche. Accanto c’è chi, dal basso, spinge e controlla: associazioni, giovani, ciclisti, orti urbani. C’è anche chi risponde lavorando la terra: Gianluca Bergianti, dell’azienda agricola biodinamica Terre Vive di Gargallo di Carpi, punta su alberi e agricoltura sintropica, e non usa mezzi termini: «Andare a fare la spesa oggi è un voto politico: quello che compriamo sostiene un determinato tipo di agricoltura».
C’è un terzo livello, il filo rosso dell’inchiesta: la Laudato si’ non chiede di aggiungere l’ambiente alla lista delle buone cause, chiede una conversione. «Tornare a sentire la natura come qualcosa in cui siamo inseriti, di cui siamo custodi e non saccheggiatori». In diocesi sei o sette parrocchie hanno già dato vita a comunità energetiche, e il modello di San Possidonio è entrato nel vademecum della Conferenza episcopale italiana.
Resta l’ultimo livello, il più vicino: noi. Isolare la casa, muoversi in bici, non sprecare acqua e cibo, piantare un albero, vegliare su un vicino fragile: gesti minimi che, sommati, diventano una cultura. La domanda con cui abbiamo aperto l’inchiesta resta aperta. Ma adesso sappiamo che la risposta, in buona parte, dipende da noi.
| Cosa posso fare io — il riepilogo Energia: isola la casa, 19-20 °C d’inverno e condizionatore con misura d’estate, LED, rinnovabili, valuta una comunità energetica (anche parrocchiale). Mobilità: bici e piedi per i tragitti brevi, mezzi pubblici, car-pooling; usa e sostieni le ciclabili. Acqua: non sprecarla, recupera la pioggia, lascia respirare il suolo attorno a casa. Consumi: differenziata fatta bene, meno usa e getta, spesa locale e di stagione, stop allo spreco alimentare; se non conosci direttamente il produttore, affidati a certificazioni verificate (biologico, biodinamico). Verde e salute: pianta e difendi alberi e verde; veglia sugli anziani soli nel caldo; elimina i ristagni d’acqua contro le zanzare. Comunità: rendi sobri parrocchia e oratorio, educa i ragazzi alla custodia del creato, tieni insieme cura della terra e cura dei poveri. |
Con questa puntata si chiude «L’emergenza climatica nella Pianura Padana», inchiesta di Notizie, settimanale della Diocesi di Carpi. Grazie a chi ci ha messo dati, voce e volto. La conversione, come la cura della casa comune, è un cammino che continua.




