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22 Ottobre 2026Beatificazione di madre Maria Ignazia fondatrice delle Orsoline di Asola
Beatificata madre Maria Ignazia Isacchi, fondatrice delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù, la cui casa madre è ad Asola (Mantova). La gioia di suor Rosangela e suor Fides in servizio a Carpi nella chiesa del Crocifisso e a Quartirolo
di Virginia Panzani
Immagine di madre Maria Ignazia Isacchi nella basilica di di Sant’Andrea a Mantova per la beatificazione
“Il Cuore di Gesù è spazioso; noi Orsoline, anche future, ci stiamo tutte… e strette fra noi con il vincolo della vera carità formiamo un cuor solo e un’anima sola”. Così scriveva, il 26 maggio 1921, madre Maria Ignazia Isacchi, fondatrice dell’istituto delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù, la cui casa madre è ad Asola (Mantova), beatificata lo scorso 10 ottobre, durante la concelebrazione presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, nella basilica di Sant’Andrea a Mantova. Proprio come “un cuor solo e un’anima sola” hanno partecipato alla solenne liturgia le figlie spirituali di madre Ignazia, fra cui suor Rosangela e suor Fides, e con loro il parroco don Antonio Dotti e una delegazione della parrocchia di Quartirolo, dove le due religiose prestano servizio. “C’eravamo tutte noi suore, comprese le anziane e le inferme accompagnate dalle consorelle! – commenta suor Rosangela – . Nessuna voleva mancare a questo momento di gioia tanto atteso. Inoltre, è stato bello che insieme a noi ci fossero le comunità, guidate dalle autorità civili, dove siamo in servizio, a dimostrazione di come il carisma della Madre continui a portare tanti frutti di bene”. Anche nell’Africa del Burundi, da cui provengono suor Fides e le consorelle che hanno animato la celebrazione con le loro danze tradizionali.
Oltre che nella parrocchia di Quartirolo, le Orsoline di Asola vivono la propria missione presso la chiesa del Crocifisso in centro storico a Carpi, dove la mattina, dal lunedì al sabato, si celebra la Messa seguita dall’Adorazione eucaristica. Madre Ignazia, ricorda suor Rosangela, “fu trovata più volte di notte davanti al tabernacolo a pregare con le braccia aperte. Il nostro servizio nella chiesa del Crocifisso interpreta quindi molto bene l’eredità spirituale che la Madre ci ha lasciato”.




