Tornado a Fossoli, danni ingenti in campagna
Attualità

Pubblicato il

20 Settembre 2021

Tornado a Fossoli, danni ingenti in campagna

Coldiretti Modena ha effettuato una prima verifica nelle aree vicine al disastro, verificatosi nel tardo pomeriggio di domenica 19 settembre. Tra le aziende più colpite la società agricola BM, pesanti conseguenze sulle strutture e sulle coltivazioni

Foto Coldiretti Modena

 

Il tornado che nel tardo pomeriggio di domenica 19 settembre si è abbattuto con violenza nel carpigiano distruggendo l’aeroporto di Fossoli non ha lasciato indenne la campagna circostante. E’ quanto emerge da una prima verifica di Coldiretti Modena dopo il sopralluogo nelle aree più vicine all’epicentro del disastro.

Tra le aziende più colpite la società agricola BM di Fossoli dove i ricoveri attrezzi e i capannoni sono stati completamente distrutti. La furia del vento – riporta Coldiretti Modena – oltre a squarciare le pareti, scoperchiare gli edifici e rompere vetrate ha spostato mezzi agricoli pesanti anche qualche tonnellata riportando alla realtà le scene di devastazione del terremoto che 2012 avevano colpito l’area. Danni anche all’allevamento di pesci a causa dei detriti che si sono accumulati nei laghetti.

Ma in tutta l’area circostante si registrano pesanti conseguenze – continua Coldiretti Modena: dalle piante di riso, in prossimità della raccolta, che a causa del vento si sono piegate e hanno perso i chicchi, fino alla dispersione di detriti che dall’aeroporto si sono sparsi su tutta la campagna circostante e che sarà necessario raccogliere con operazioni straordinarie di pulizia.

Siamo di fronte – sottolinea Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Le precipitazioni violente provocano danni perché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua su un territorio come quello italiano – continua Coldiretti – reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 7252 i comuni, ovvero il 91,3% del totale, a rischio idrogeologico secondo dati Ispra.

L’effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni ha fatto perdere tra siccità e alluvioni – sottolinea la Coldiretti – quasi 2 miliardi di euro all’agricoltura italiana nel 2021, tra tagli della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

Per affrontare i danni dei cambiamenti climatici – conclude Coldiretti – servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia.

 

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