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1 Ottobre 2026Ho Avuto Sete, un sogno senza confini
Lacrime di terra, gocce di futuro: il viaggio di “Ho Avuto Sete” tra generosità, cultura e impegno civile
di Maria Silvia Cabri
C’è un lusso silenzioso che diamo quotidianamente per scontato quando sfioriamo una manopola e l’acqua scorre limpida nelle nostre case. E poi c’è l’altra faccia del mondo: quella in cui la terra è arida, la sete è una condanna quotidiana e oltre due miliardi e duecento milioni di persone lottano disperatamente per l’oro blu. Dove più di ottocento bambini muoiono ogni singolo giorno per un sorso d’acqua infetta, dimenticati dai riflettori della grande geopolitica. Ma in questo oceano apparentemente infinito di indifferenza e disuguaglianza, esistono argini solidi fatti di mani tese, visione e coraggio. Sono storie di prossimità nate nel 2012 dalla volontà tenace di un gruppo di amici della nostra provincia. L’associazione si chiama “Ho Avuto Sete” ed è diventata nel tempo un battito profondo che unisce indissolubilmente il territorio emiliano all’Africa subsahariana e al Madagascar. A raccontare questa parabola di umanità e concretezza è la dottoressa Helga Bertani, gastroenterologa.




