Casa del Clero, una realtà preziosa
Chiesa

Pubblicato il

11 Luglio 2023

Casa del Clero, una realtà preziosa

Ogni anno le firme dei contribuenti diventano migliaia di opere.

di Virginia Panzani

 

“Oggi nella mentalità mondana sempre più dilagante, la vecchiaia non solo sembra far paura, ma alimenta anche continuamente la logica dello scarto […] Così il mondo viene distinto tra chi produce e ha grandi performance lavorative, e chi ormai, non essendo più attivo e non producendo più, è destinato a vivere ai margini. In realtà, una lunga vita – così insegna la Scrittura – è una benedizione, e i vecchi non sono reietti dai quali prendere le distanze, bensì segni viventi della benevolenza di Dio che elargisce la vita in abbondanza” (Papa Francesco, Messaggio ai sacerdoti lombardi anziani e malati, settembre 2022). Sono parole che ben si adattano ad una realtà come la Casa del Clero, tra i beneficiari delle erogazioni della Diocesi di Carpi provenienti dai fondi 8xmille ricevuti dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Un intervento che ricade nell’ambito delle opere di carità, poiché, come si legge nel Rendiconto della Diocesi, va a “sostegno dei sacerdoti anziani che, solamente mediante le proprie risorse, non sono in grado di fare fronte alle spese necessarie al proprio sostentamento in modo dignitoso”. Della Casa del Clero e della sua funzione per la Chiesa di Carpi parliamo in questa intervista con don Riccardo Paltrinieri, rettore del Seminario vescovile.

Don Riccardo, quanti sono gli ospiti della Casa del Clero, che, lo ricordiamo, ha sede presso il Seminario vescovile di Carpi?

Attualmente i preti sono sei: don Callisto Cazzuoli, don Carlo Truzzi, don Ivano Zanoni, don Gianfranco Degoli, don Aleardo Mantovani e don Carlo Gasperi. A questi si aggiungono due laici: Enzo Gasperi e Roberto Bellini.

Che tipo di accoglienza e di servizio offre la Casa del Clero ai propri ospiti?

Occorre avere un’attenzione a tutta la persona, per cui si cerca di assisterli in ogni loro necessità: sia da un punto di vista socioassistenziale, grazie alla presenza di OSS e infermiere; sia spirituale con la celebrazione eucaristica e altri momenti di preghiera; sia pastorale cercando i servizi più adatti che possono continuare a svolgere.

Dal Rendiconto 8xmille-Cei della Diocesi di Carpi per l’anno 2022, l’erogazione alla Casa del Clero risulta ammontare a 70.000 euro. A che cosa serve questo contributo?

L’ultimo tratto della nostra vita dev’essere dignitoso. Ma per dare un buon servizio di assistenza, i costi sono alti. Il sostegno tramite l’8×1000 è davvero molto prezioso, perché aiuta a coprire una parte delle spese. Perciò chi appone la propria firma all’8xmille da destinare alla Chiesa Cattolica sappia che, in tal modo, va a contribuire anche a favore della Casa del Clero, affinché ne siano garantiti i servizi ai sacerdoti anziani che tanto bene hanno seminato nelle nostre comunità.

Nella prospettiva dell’imminente Giornata mondiale dei nonni e degli anziani (23 luglio) qual è l’importanza di una struttura quale la Casa del Clero per la Chiesa di Carpi?E dunque, in che modo possiamo definire “feconda” la vita dei nostri presbiteri anziani, anche se, per motivi di età e di salute, si sono ritirati dall’attività pastorale “diretta” o vi si dedicano in misura ridotta rispetto al passato?

Non riesco a pensare ad una diocesi che non abbia una struttura in grado di prendersi cura della persona, prete o laico che sia, in condizioni di fragilità, e accompagnarla negli ultimi anni della sua vita. E’ tanto importante quanto necessaria: penso che sia una delle più autentiche concretizzazioni del Vangelo che annunciamo. E’ una vera occasione che ci permette di sperimentare gli aspetti specifici della nostra fede, e questo fa diventare tutta la Chiesa feconda!

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