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6 Ottobre 2026Ospedale di Comunità di Carpi, in nove mesi accolti quasi 300 pazienti
Presentata la struttura attiva da giugno 2025 grazie a un investimento di circa 320mila euro sostenuto dal Comune di Carpi: 20 posti letto per accompagnare i pazienti dall’ospedale al domicilio
pazienti dall’ospedale al domicilio
È stato presentato oggi l’Ospedale di Comunità (OsCo) di Carpi, attivo da giugno 2025 al secondo piano della Casa Residenza Anziani “Il Carpine”. Alla presentazione hanno partecipato il Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena Mattia Altini, il Sindaco di Carpi Riccardo Righi insieme agli altri Sindaci dei Comuni dell’Unione Terre d’argine, l’Assessora a Sanità e Politiche sociali Tamara Calzolari, la Direttrice del Distretto di Carpi Stefania Ascari, la dirigente assistenziale dei Distretti di Carpi e Mirandola Cinzia Minozzi, la responsabile sanitaria dell’OsCo Chiara Benedetti,
il responsabile clinico Andrea Ternetti e la coordinatrice infermieristica Giusta Greco insieme ai professionisti che vi lavorano, rappresentanti delle forze dell’ordine, consiglieri comunali e regionali. La struttura, composta da 7 camere doppie e 6 singole per un totale di 20 posti letto, una palestra e un open space con le postazioni infermieristiche, è dedicata all’assistenza intermedia tra l’ospedale e il domicilio, con l’obiettivo di accompagnare le persone nel percorso di recupero e di favorire, quando possibile, il rientro a casa in condizioni di maggiore autonomia.
L’OsCo, struttura sempre più importante per far fronte all’aumento delle cronicità e all’invecchiamento della popolazione, accoglie prevalentemente pazienti che, superata la fase acuta della malattia, necessitano ancora di assistenza sanitaria e di un periodo di recupero non gestibile direttamente a domicilio. Il percorso viene definito attraverso un Piano Assistenziale Individuale condiviso con il paziente e la famiglia e coinvolge, in base ai bisogni, medici di medicina generale, infermieri, operatori sociosanitari e fisioterapisti. La collocazione all’interno della CRA “Il Carpine”, in prossimità dell’Ospedale Ramazzini e degli altri servizi sanitari del territorio, favorisce l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali.
I primi dati di attività confermano il ruolo della struttura all’interno della rete territoriale. Nel 2026, con dati aggiornati al 30 settembre, ha accolto 292 pazienti, con una degenza media di circa due settimane. L’86% dei pazienti è entrato entro sette giorni dalla richiesta, con un’attesa media di 5 giorni.
La maggior parte dei pazienti accolti proviene dal Distretto di Carpi: il 58% è stato inviato dalla Centrale Operativa Territoriale (COT) di Carpi. Il 54% degli ingressi riguarda pazienti provenienti dall’area ortopedica e traumatologica. L’obiettivo assistenziale più frequente è la riabilitazione, indicata nel 69% dei casi, insieme al monitoraggio clinico, all’addestramento del paziente o del caregiver, alla prescrizione degli ausili e al completamento del programma terapeutico.
La sede di Carpi nasce dal trasferimento dell’Ospedale di Comunità collocato in epoca Covid a Soliera e a Novi di Modena. La scelta della nuova sede si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione della CRA “Il Carpine”, sostenuto dal Comune di Carpi con un investimento di 317 mila euro. L’intervento ha riguardato principalmente il piano terra della struttura, mentre il secondo piano, già predisposto per l’OsCo, è stato interessato da interventi di dettaglio e rifinitura, in particolare sugli impianti. Tutti gli ambienti sono stati inoltre resi accessibili alle persone con difficoltà o disabilità motoria.
“Come Comune abbiamo sostenuto l’arrivo a Carpi dell’Ospedale di Comunità per rafforzare ulteriormente una sanità di prossimità capace di rispondere ai bisogni di cura dei nostri cittadini – dichiara il Sindaco Riccardo Righi –. L’investimento nella riqualificazione della CRA Il Carpine ha contribuito a rendere la struttura più funzionale e accessibile, offrendo spazi adeguati all’accoglienza dei pazienti e al lavoro dei professionisti sanitari, che ringrazio per l’impegno quotidiano. A più di un anno dall’avvio, i risultati confermano l’importanza di questo servizio per le persone e le loro famiglie, in una fase delicata come quella del recupero e del ritorno a casa. È questa la direzione che vogliamo continuare a sostenere, insieme all’Azienda USL e agli altri Comuni dell’Unione: rafforzare una rete di servizi vicini alle persone, capace di accompagnarle nei diversi bisogni di assistenza”.
“L’Ospedale di Comunità di Carpi è un esempio concreto dell’impulso che stiamo dando allo sviluppo dell’assistenza territoriale, rafforzando quei servizi che permettono di accompagnare la persona nel passaggio dall’ospedale al domicilio – sottolinea il Direttore Generale Altini –. L’obiettivo è costruire una rete nella quale ogni fase del percorso assistenziale trovi il luogo e le professionalità più appropriate, evitando che il ricovero ospedaliero rappresenti l’unica risposta a bisogni che possono essere gestiti, in condizioni di sicurezza, sul territorio. L’OsCo si inserisce esattamente in questa logica: garantire continuità assistenziale, sostenere il recupero dell’autonomia e lavorare in stretta integrazione con i servizi territoriali, i professionisti e le famiglie. La sede di Carpi, con i suoi 20 posti letto e la collocazione all’interno della CRA Il Carpine, rafforza ulteriormente questa rete e rappresenta un investimento sulla capacità del territorio di prendersi cura delle persone anche dopo la fase acuta della malattia”.
La mattinata si è conclusa con la benedizione di monsignor Ermenegildo Manicardi.




