Intervista a Chiara Carminati
Culturalmente

Pubblicato il

8 Maggio 2026

Intervista a Chiara Carminati

Culturalmente, a cura di Francesco Natale

Con “Cose che fanno poesia” (ed. Rizzoli, 2026) Chiara Carminati e Pia Valentinis lanciano un messaggio chiaro: ciò che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni non è solo utile, è anche poetico. Un libro illustrato di poesie capace di farci apprezzare anche gli oggetti della vita quotidiana a cui non diamo la giusta importanza. E così pure dei bottoni possono esprimersi ed essere oggetto di attenzione. D’altra parte la poesia è anche questo: accendere un faro su qualcosa per darne risalto.

Chiara Carminati, Premio Strega Ragazze e Ragazzi nel 2016 per “Fuori Fuoco” (ed. Bompiani) e, nel 2012, vincitrice del Premio Andersen come Miglior autrice, accompagna con i versi delle sue poesie intere generazioni ed è la protagonista di questo nuovo appuntamento di CulturalMente.

Chiara Carminati, perché le cose quotidiane possono “fare poesia”?

Semplicemente perché tutto può essere oggetto (o soggetto!) di una poesia. Molto spesso, per le limitatezze ereditate dal percorso scolastico, si tende a far coincidere la poesia con l’espressione delle emozioni o la descrizione della natura. Ma tutto il mondo che ci circonda, e il mondo che ci portiamo dentro, può essere stimolo, origine e fulcro di un componimento poetico. In questo senso per me ha una grande importanza la collaborazione con Pia Valentinis, che sul frontespizio del libro è citata come l’illustratrice di queste poesie, ma è anche molto di più: con lei condivido così profondamente una visione della realtà, che possiamo permetterci di giocare nelle due direzioni, sia facendo nascere l’immagine dalla poesia, come tradizionalmente accade, che viceversa. Le sue immagini sono così potenti, che spesso mi è capitato di captare una suggestione creativa semplicemente osservandole.

Che cos’è, dunque, la poesia?

Nel senso più stretto del termine, io la intendo come un modo di comunicare, che utilizza parole e silenzi organizzandoli nella forma espressiva dei versi.

Quando diamo per scontate le cose quotidiane ci perdiamo la loro magia, il loro essere poetiche. Cosa accomuna poesia e magia?

Non amo la parola “magia”, che sembra riferirsi a qualcosa di invisibile e di ineffabile, che capita per caso o per un potere che non dipende dalla nostra volontà. Per quanto riguarda la poesia, preferisco parlare di “attenzione”, che è la capacità di concentrare potentemente i nostri cinque sensi sul presente e su ciò che ci sta accanto. In questo senso, la scelta di porre lo sguardo sugli oggetti quotidiani, a cui di solito ci riferiamo solo per la loro funzione, per l’utilizzo che possiamo farne (che siano il carrello della spesa o il ferro da stiro, le forbici o la gruccia…) non è solo una scelta stilistica, che crea l’unità della raccolta, ma anche una dichiarazione di intenti. Un invito a riconoscere la bellezza delle piccole cose quotidiane e il fascino delle loro connessioni.

Lei come si è appassionata ai versi poetici?

È la risposta è molto semplice: è accaduto leggendo. Sono state le poesie per bambini a rimettermi in pace con il linguaggio poetico, dopo un percorso piuttosto tradizionale, che non mi aveva affatto appassionata. In particolare, all’inizio, sono state le letture ad alta voce, condivise con le classi che incontravo, delle poesie di Roberto Piumini, Toti Scialoja, Pietro Formentini e Vivian Lamarque. In seguito, grazie a Rita Valentino Merletti, ho “scoperto” i poeti per bambini di area anglosassone, ed è stata una rivelazione: la loro libertà espressiva e la loro ironia mi hanno conquistata definitivamente.

Qual è la cosa più poetica che le è accaduta?

Che domanda buffa! Ogni attimo della vita è poetico, se non altro per il mistero in cui è avvolto. E se decidiamo di concedergli l’attenzione che merita e celebrarlo con le parole, ogni attimo della vita può essere tradotto in versi: meravigliati o sorridenti, musicali o colloquiali, dilatati o saltellanti… le possibilità espressive sono tutte a nostra disposizione, sta a noi sperimentarle!

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