Concentrico:
Attualità, Carpi, Cultura e Spettacoli
Pubblicato il Maggio 12, 2026

Concentrico: l’XI edizione, dall’8 al 13 giugno, sarà nell’area di San Rocco

Un festival transdisciplinare, intergenerazionale, diffuso e site-specific

Concentrico 2026

 

 

In dieci edizioni, Concentrico Festival ha registrato la presenza di 100.000 spettatori, 300 spettacoli, 110 compagnie teatrali nazionali e internazionali con la partecipazione di più di 500 artiste e artisti, 15 prime nazionali, abbracciando il teatro a 360° (dalla prosa al circo contemporaneo, passando per spettacoli di piazza, teatro ragazzi e danza urbana) e aprendo una finestra sul mondo musicale e sulla sperimentazione artistica contemporanea. Nato nel 2015 come festival di teatro all’aperto, Concentrico si propone di abbattere ogni barriera materiale e sociale per favorire una maggiore fruizione dell’arte e della cultura. Il festival porta la cultura verso gli spettatori per creare un punto di incontro e scoperta, fra le persone, gli artisti e la città che lo ospita; un confronto tra il pubblico e il territorio che permetta di vivere un’esperienza sociale, e non solo di intrattenimento.

L’undicesima edizione si sposta in una nuova location, sempre nel centro storico della città di Carpi, seguendo il proprio intento di rigenerazione urbana e rimodulazione degli spazi: nessun palco, nessuna seduta e performance immersive. Il Festival avrà 3 luoghi di riferimento: il chiostro di San Rocco ospiterà teatro di strada, danza e performance immersive, i giardini di San Rocco saranno l’area dove si concentreranno i concerti legati a Concentrico plus e i laboratori per i più piccoli, il Piazzale della Meridiana si trasformerà con spettacoli di strada e spettacoli di circo contemporaneo site specific, presso l’auditorium San Rocco in apertura e chiusura della manifestazione andranno in scena due spettacoli e un docufilm mentre Piazza Martiri sarà il palcoscenico per gli spettacoli di artisti di strada tout public. Anche quest’anno non mancherà il servizio food & drink che troverà la sua collocazione all’interno del giardino di San Rocco.

“Concentrico quest’anno cambia nuovamente conformazione. Abbiamo scelto di costruire un evento partecipato, che crei socialità e condivisione. Non ci sono palchi, non ci sono posti assegnati ma una vera e propria immersione nelle performance e nei luoghi. Un festival accessibile sotto ogni punto di vista che ritorna alle sue origini, attraverso la performance e l’attenzione al presente. Non ci sono regole per conoscere e riflettere, non c’è una linea netta che porta al futuro ma un percorso fatto di storie. Concentrico non ha un tema ma un tempo: l’oggi, essere quì, ora. – Maddalena Caliumi, presidentessa dell’associazione culturale AppenAppena – APS. 

La grande novità di questa edizione sarà l’utilizzo del chiostro e dell’auditorium San Rocco per la presentazione di spettacoli in anteprima e performance immersive, la cui programmazione e realizzazione è sostenuta dai main sponsor e sostenitori storici della manifestazione Aimag Spa e Sinergas Spa..

Si comincia lunedì 8 giugno in auditorium San Rocco con la Compagnia Motus e la presentazione del docufilm Odio e della performance Frankenstein (History of Hate): la conclusione del progetto Frankenstein estende la “mappatura dell’orrore” partorita dalla mente della giovanissima Mary Shelley, spostando il fuoco sul momento in cui la creatura inizia a percepirsi irrevocabilmente esclusa dagli umani, che la rifiutano per il suo aspetto non conforme. Un “film performato” dove i livelli narrativi si mescolano e tutto è in stridente relazione con l’oggi. I protagonisti non abitano i ghiacci polari ma un pianeta arido e apocalittico, negli ultimi giorni della nostra malandata umanità, fra incendi boschivi, echi di guerre genocide e droni assassini. Alla voce della creatura si sovrappongono anche altre voci e testimonianze di giovani incontrat* nelle interviste per [ÒDIO] film/documentario. Motus nasce nel 1991 come compagnia nomade e indipendente fondata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò. Il loro lavoro intreccia arte e impegno civile, affrontando temi di confine come identità, genere e postumanesimo. Attiva nei principali festival internazionali, la compagnia affianca alla ricerca artistica un’intensa attività formativa e riceve numerosi riconoscimenti, tra cui quattro Premi UBU e il Premio della Critica. Dal 2010 al 2020 cura la direzione del Santarcangelo Festival; dal 2023 segue Supernova a Rimini e nel 2025 presenta l’Archivio Motus e apre Casa MOTUS.

Si continua martedì 9 e mercoledì 10 giugno nel Chiostro di San Rocco con la presentazione dell’anteprima assoluta del nuovo progetti di Teatro dei Venti: L’Aviatore errante e il Piccolo Principe.  La bellezza, l’arte, la poesia, il sogno, portati in piazza e condivisi, possono ispirare anche il minimo cambiamento? Un’opera può essere un piccolo pezzo di rivoluzione? Teatro dei Venti è al lavoro su una nuova produzione di teatro per gli spazi urbani tratta da “Le Petit Prince”, di Antoine de Saint-Exupéry. Lo spettacolo si inserisce nel solco tracciato dal “Don Chisciotte” e ne eredita la forte relazione con la contemporaneità e il dispositivo drammatico: la centralità della parola poetica come guida ed apertura sull’altrove; l’inserimento in una cornice narrativa e la ricorrenza di alcuni personaggi chiave che collegano i due spettacoli in una diade. Il Teatro dei Venti di Modena trasforma lo spazio urbano in palcoscenico di comunità. Dal 2005 fonde ricerca artistica e impatto sociale, portando la scena nelle piazze, nelle carceri e in altri luoghi extra-teatrali. Spettacoli manifesto di questa pratica sono “Moby Dick”, Premio Ubu 2019 per l’allestimento scenico, e la “Trilogia dell’assedio”, Premio Speciale Ubu 2025.

Da giovedì 11 a venerdì 12 dalle 21 alle 24  il chiostro di San Rocco sarà trasformato nel Paradiso della Compagnia Nanou: Paradiso è luogo, incontro, possibilità di confronto e occasione di comunità, prima ancora che spettacolo. Paradiso è abitato dall’intervento dell’artista Alfredo Pirri, dall’attività coreografica di Gruppo Nanou, con 8 danzatori, dalle musiche di Bruno Dorella e da un bar. Le visioni, i personaggi ispirati dalla cantica dantesca, agiscono lo spazio accogliendo gli spettatori in un luogo sognante. Lo spazio, aperto per almeno tre ore al giorno, è pensato come luogo attivo in cui immergersi, creando una comunità estemporanea che accede a Paradiso come in una mostra museale, e sceglie liberamente come muoversi, quanto restare e cosa osservare. Ogni ospite vive un evento unico e irripetibile, costruendo il proprio punto di vista. Con Paradiso gli autori rispondono alla necessità di nuove formule per la partecipazione culturale che individui la necessità di tornare a essere una comunità dal vivo.

Fondata a Ravenna nel 2004, gruppo nanou è una compagnia di danza contemporanea che intreccia coreografia, arti visive e ricerca sonora, tessendo una scrittura scenica fatta di corpi, luce e spazio. Il suo percorso si muove tra presenza e visione, architettando spettacoli, installazioni coreografiche e progetti di ricerca che dissolvono i confini tra immagine e movimento. Dal 2019, gruppo nanou collabora stabilmente con il musicista Bruno Dorella, intrecciando percorsi sonori e coreografici che amplificano la materia scenica.

Sabato 13 in auditorium torna Nicola Borghesi della compagnia Kepler 452 con La Zona Blu: un reading teatrale del diario di bordo dal viaggio sulla Sea-Watch, con i video documentari di Enrico Baraldi e l’accompagnamento musicale dal vivo della contrabbassista Francesca Baccolini che suona musica elettronica. Nel luglio del 2024 Kepler-452 si è imbarcata sulla Sea-Watch 5, una nave che fa ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, per raccogliere materiale per uno spettacolo di teatro. Nel corso di questa missione, durata un mese, sono state soccorse 156 persone. Così nasce La Zona Blu, una restituzione solitaria, immaginata prima dell’inizio delle prove. Uno sguardo restituito direttamente dal ponte della nave, un groviglio di impressioni a caldo, un serie di pensieri stupiti di fronte all’assurdità di ciò che accade ai confini dell’Europa. Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Paola Aiello fondano nel 2015 la compagnia teatrale Kepler – 452 come registi, autori e attori, condividendo un’ambizione, un desiderio, un’urgenza: aprire le porte dei teatri, uscire, osservare, attraverso la lente della scena, ciò che c’è fuori, nel reale.

Al Chiostro di San Rocco si concluderà la rassegna sabato 13 con la performance acquatica dell’artista Catalana Maria Palma – La voce sommersa – una pièce di circo contemporaneo che unisce apnea, movimento acro-acquatico, voce, suono e luce all’interno di un grande acquario. Attraverso il corpo immerso nell’acqua, la respirazione diventa asse drammaturgico e spazio di limite, resistenza e trasformazione.L’acquario funziona come territorio simbolico di confinamento e protezione, dove la trasparenza espone la vulnerabilità e la forza del corpo in un viaggio intimo verso l’identità. Artista multidisciplinare specializzata in circo, Maria Palma Borràs (Barcellona, 1987) si forma in nuoto sincronizzato e Scienze dell’Attività Fisica e, successivamente, studia arti circensi presso l’Escola Rogelio Rivel e Codarts (Rotterdam), dove si specializza in equilibri acrobatici e bàscula. Cofondatrice della compagnia Madame Gaüc, ha sviluppato diversi progetti di creazione. Il suo lavoro esplora i limiti del corpo, la fragilità e la resistenza, cercando sempre una dimensione poetica nel movimento e nella presenza scenica.

Anche quest’anno non mancheranno la danza urbana, il circo contemporaneo e l’arte di strada. Inaugureranno il festival, lunedì 8 giugno, le ballerine della giovane compagnia Parini Secondo con la performance Hit Out sul Piazzale della Meridiana: un progetto coreografico e musicale in cui il salto della corda è utilizzato come elemento percussivo per manifestare i ritmi incarnati. Le saltatrici eseguono una partitura ritmica e insieme coreografica in cui single-under, side-swing e double-under si armonizzano in una vera e propria hit. La pratica dell’allenamento è elevata ad azione performativa: il susseguirsi martellante dei colpi di corda è l’eco della ribellione contro quelle forze che ci vorrebbero immobili stese a terra con gli occhi chiusi. Parini Secondo è una compagnia fondata nel 2017 dalle danzatrici Sissj Bassani, Martina Piazzi, Camilla Neri e Francesca Pizzagalli. È artista associata di Associazione culturale VAN e del Piccolo Teatro di Milano (2025/27). Mettendo in crisi il rapporto tra arte e originalità, il gruppo utilizza la coreografia per sublimare tendenze pop, abbracciando un forte rigore formale. La collaborazione  con il musicista Alberto Ricca/Bienoise denota l’approccio trasversale alla danza, intesa come movimento ritmico in strettissimo rapporto con la musica.

A seguire da martedì 9 a venerdì 12 in Piazza Martiri e sul Piazzale della Meridiana si alterneranno spettacoli tout public: Circo Puntino con Elisa – l’unica donna che in Italia utilizza la ruota tedesca -, Le Vamp con uno spettacolo molto pink e molto punk, Cie Chilowatt e il loro circo elettrico, Luigi Ciotta con equilibrismi e valigie, Pazo Teatro con il work in progress del nuovo progetto di teatro, circo e danza Bestiario Fantastico  e Collettivo 6TU con una performance site specific realizzata per il festival.

L’area Concentrico Plus, la sezione sperimentale del festival, dedicata alla musica e alle contaminazioni del mondo artistico troverà la sua collocazione nel giardino di San Rocco con concerti gratuiti tutte le sere. Si comincia lunedì 8 con Aganis di Dominic Sambucco: una live performance sperimentale dove tutti i suoni vengono creati in tempo reale utilizzando acquari pieni d’acqua, sintetizzatori e drum machine. Dominic Sambucco è un artista sonoro, compositore e regista italo-canadese che crea progetti multimediali per superare i confini dell’espressione artistica convenzionale. La sua estetica si ispira alla natura e alla scienza ed è caratterizzata dall’uso innovativo di strumenti acustici e nuove tecnologie. Martedì 9 sarà la volta del coro Le chemin des femmes, un coro di donne, intergenerazionale, interculturale e femminista che promuove la ricerca musicale e la resistenza civile attraverso la voce. Si continua con il duo Overmatez in cui  la tromba, i synth e le tastiere di Enrico Pasini dialogano con il contrabbasso profondo e riverberato di Simone Allegretti. Giovedì sarà il turno della band Mombao un progetto a metà tra il concerto e la performance, dove i due interpreti mescolano brani originali con musica popolare di diverse culture del mondo. Il loro sound attinge dai repertori tradizionali di Africa, est europa e medio oriente codificati in un sound unico che unisce un’elettronica visionaria ad un’attitudine punk in stile DFA. I Mombao si esibiscono circondati dal pubblico, dando vita ad una performance in bilico tra il concerto rock, una performance artistico-teatrale e il rituale pagano. Ogni performance è infatti in gran parte improvvisata, rendendo ogni concerto unico e irripetibile. Venerdì 12 in programma il duo rock sperimentale San Leo che spinge all’estremo la strumentazione minimale chitarra-batteria, sviluppando uno stile potente ed evocativo, unendo solennità e spontaneità in un suono denso e immersivo e sabato 13 il festival si chiuderà con il live di Aka5ha (si pronuncia “Akasha”) un cantautore e produttore bolognese. Le sue coordinate non sono uno specchio, ma una mappa: Moderat, Floating Points, Bon Iver, Aphex Twin. L’ultimo lavoro, Rifiorirai, uscito il 7 novembre 2025 per Tanca: scritto, prodotto, mixato e masterizzato interamente dall’artista, con produzione artistica condivisa con IOSONOUNCANE.

Presso il Giardino di San Rocco, inoltre, verrà allestita l’area dedicata ai più piccoli: Concentrico Junior, con il sostegno speciale di Coop Alleanza 3.0. Uno spazio a libero accesso per tutta la durata del festival a cura della Cooperativa la Giravolta di Carpi, dove ogni giorno verranno proposti laboratori e attività per bambini e bambine: giochi con materiali naturali, circo e creatività e attività sui temi di ecologia e sostenibilità. Ogni giorno proposte di espressività libera, laboratori manuali e laboratori motori. Un’area per creare situazioni immaginifiche, facendo riferimento al mondo del circo e allo scenario teatrale dove tutto è possibile. La Cooperativa Giravolta progetta e realizza servizi educativi con attenzione alle tematiche dello sviluppo sostenibile, del riciclo e della cittadinanza attiva, oltre alla creatività e libero pensiero.

Il giardino sarà dedicato anche al servizio food & beverage che vede la consolidata collaborazione con Nonno Pep, aperto tutti i giorni della manifestazione: non solo birra artigianale ma anche cocktail e ristorazione con le proprie proposte di alta qualità.

Concentrico Festival, la cui direzione artistica è affidata sin dalla prima edizione ad Andrea Rostovi e Maddalena Caliumi è ideato e organizzato dall’Associazione culturale AppenAppena – Aps, con il patrocinio del Comune di Carpi e Regione Emilia Romagna, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Fondazione Marchesini Act, il sostegno di Aimag Spa, Sinergas, Coop alleanza 3.0, CMB.  

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