Convegno
Attualità, Carpi, Speciale Patroni
Pubblicato il Maggio 12, 2026

Convegno “L’economia civile oggi e le sue radici francescane”

Nell’ambito della Festa del Patrono della Città e Diocesi di Carpi, sabato 16 maggio, dalle 9.30 alle 13, nella Sala delle Vedute di Palazzo dei Pio, si terrà il convegno “L’economia civile oggi e le sue radici francescane”

di Virginia Panzani

 

 

L’economia civile oggi e le sue radici francescane” è il titolo del convegno che si terrà, nel programma degli eventi per la Festa del Patrono San Bernardino da Siena, sabato 16 maggio, dalle 9.30 alle 13, nella Sala delle Vedute di Palazzo dei Pio. L’iniziativa è organizzata congiuntamente dalle Diocesi di Carpi e di Modena-Nonantola, tramite il Servizio di pastorale sociale e del lavoro, la Caritas e il Servizio cultura, in collaborazione con il Comune di Carpi e Ucid Sezione di Modena. Il convegno è aperto a tutta la cittadinanza.

“Effetti del buon governo in città” è il titolo dell’affresco dipinto da Ambrogio Lorenzetti a Siena tra il 1338 e il 1339, scelto come simbolo per il convegno. Una città vibrante dove si costruisce, si commercia, si danza, e si insegna, immersa in uno spazio ordinato non dal timore, ma dalla giustizia e dalla concordia. Questa immagine nacque proprio quando i pensatori francescani, protagonisti del convegno del 16 maggio, stavano elaborando le categorie con cui l’Occidente avrebbe imparato a pensare il mercato. “Non è un caso che quell’affresco sia stato realizzato a Siena, la città di adozione di Bernardino – afferma don Carlo Bellini, direttore del Servizio interdiocesano di pastorale sociale e del lavoro, promotore dell’iniziativa -, così come non è un caso che nell’anno 2026, a Carpi, si torni ad interrogare quella tradizione, intesa come un’eredità viva e ancora feconda”. La domanda su cui si vuole richiamare l’attenzione è semplice: “esiste un modo di fare economia che non sacrifichi la fraternità sull’altare dell’efficienza? Esiste un mercato che non riduca la persona a fattore di produzione e il bene comune a esternalità da gestire?”. Per don Bellini, la risposta va cercata in quella combinazione di competenza tecnica, radicamento territoriale, gratuità strutturata e responsabilità condivisa che i francescani avevano già intuito e che l’economia civile contemporanea ha riscoperto e formalizzato. “Le città italiane, inclusa Carpi, si trovano davanti a sfide che né il solo mercato né la burocrazia pubblica riescono a risolvere da soli: dalla dispersione scolastica all’emergenza abitativa, fino alla solitudine degli anziani, alla fragilità delle famiglie e al degrado degli spazi pubblici nei quartieri più vulnerabili. Ragionare di tutto questo non è una questione accademica, bensì, come evoca l’affresco di Lorenzetti, di governo della città” sottolinea don Bellini, ovvero “di come le istituzioni pubbliche, il Comune, la Diocesi, la Caritas, le cooperative sociali, le associazioni di quartiere, possono costruire alleanze che producano bene comune laddove né il mercato né lo Stato, da soli, riescono ad arrivare”.

 

Tre livelli di analisi del convegno

Etico-Pastorale: «Generare valore, custodire le persone: la Caritas per un’economia più umana», Filippo Monari, delegato regionale Caritas Emilia-Romagna, si soffermerà su come quella tradizione dei francescani parla alla realtà della Caritas oggi, dei servizi alle persone più vulnerabili, anche in riferimento all’annuale Rapporto sulla povertà di Caritas Italiana.

Storico-Teologico: «Etica economica francescana: dalla scelta di povertà di Francesco ai Monti di Pietà», il professor Pietro Delcorno, dell’Università di Bologna, ripercorrerà il cammino dalla povertà di San Francesco alla nascita dei Monti di Pietà, fondati dai Frati Minori nel Quattrocento come risposta alternativa all’usura, prima rete di credito popolare della storia europea.

Prospettico: «Le potenzialità dell’economia civile oggi», il professor Fabio Poles, direttore generale di UniSmart, fondazione dell’Università di Padova, illustrerà l’economia civile come disciplina strutturata, si pensi ai contributi fondamentali di Luigino Bruni e Stefano Zamagni, che si riallacciano alla grande tradizione francescana.

 

 

 

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