Oggi il SSN è in buona salute o è un ammalato grave? /1
Etica della vita, rubrica a cura di Gabriele Semprebon
Non ho intenzione di fare un’analisi politica o economica, anche perché non ne sarei in grado, però, vorrei fare una semplice analisi etica che possa, successivamente, innescare pensieri e soluzioni. Ricordo che mi si è illuminato un mondo quando ho capito il valore del ticket. Da bambino o ragazzino sentivo, a destra e a manca, tanta gente lamentarsi di dover pagare un ticket sanitario. Con l’andare degli anni ho capito che quella piccola cifra era importante perché dava buone cure a tutti con una spesa molto ridotta e anche un ricorso al privato sicuramente diverso da quello che c’è oggi. Attualmente, infatti, sia i pazienti, quelli che possono, e i professionisti, si rivolgono al privato, gli uni per ottenere una prestazione sanitaria e gli altri per lavorarci; il rischio diventa quello che possa curarsi solo chi dispone di un reddito alto, liste di attesa lunghissime, carenze di personale nei posti pubblici, etc. Manca una vera presa in carico del paziente, un accompagnamento, ci sono persone anziane con pensioni bassissime che devono scegliere, magari all’interno di una coppia, se affrontare un percorso di diagnosi per un elemento della coppia o di cura, con le relative spese della farmacia per l’altro. Questo è solo qualcosa di un mondo della sanità che sta cambiando. Per poter avere idee di qualche correttivo, ci chiediamo: quali sono i parametri di eticità a cui deve corrispondere un Sistema Sanitario Nazionale? La legge 23 dicembre 1978, n. 833 soppresse il sistema mutualistico ed istituì il “Servizio Sanitario Nazionale”, con decorrenza dal 1º luglio 1980. Attraverso il SSN viene data attuazione all’art. 32 della Costituzione italiana, che sancisce il “diritto alla salute” di tutti gli individui. Si pone dunque come un sistema pubblico di carattere “universalistico”, tipico di uno Stato sociale, che garantisce l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini, finanziato dallo Stato stesso, attraverso la fiscalità generale e le entrate dirette, percepite dalle aziende sanitarie locali con ticket sanitari e prestazioni a pagamento. Esso è costituito sostanzialmente dai vari servizi sanitari regionali, dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale e dallo Stato, volti a garantire l’assistenza sanitaria.
(1 – continua)




