Riaperto
Attualità, Mirandola
Pubblicato il Maggio 29, 2026

Riaperto il Municipio storico di Mirandola

Venerdì 29 maggio, 14° anniversario del sisma, è stato riaperto e riconsegnato alla collettività il Municipio storico di Mirandola. Presenti le autorità civili, militari e religiose. Il presidente della Regione, de Pascale: “Non è solo la casa della Città di Mirandola è anche la casa della Repubblica Italiana”

di Virginia Panzani

 

 

Venerdì 29 maggio, 14° anniversario del sisma, si è tenuta la cerimonia di riapertura del Municipio storico in piazza Costituente a Mirandola, restaurato con un complesso intervento finalizzato non solo al recupero e al miglioramento sismico ma anche alla conservazione del suo importante valore storico. Presenti le autorità civili, fra cui il sindaco di Mirandola, Letizia Budri, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore regionale con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi, le autorità militari e religiose, e alle diverse rappresentanze cittadine e del territorio. Un ricordo particolare è andato a tutte le vittime degli eventi sismici del 20 e 29 maggio. Per l’occasione si è data lettura dei messaggi inviati dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del presidente del Piemonte Alberto Cirio.

Prima del taglio del nastro il vicario generale della Diocesi di Carpi, monsignor Gildo Manicardi, ha impartito la benedizione all’edificio. Dopo i saluti istituzionali, il gonfalone della città è stato solennemente ricollocato in Sala Granda.

Ad accompagnare la cerimonia i brani musicali eseguiti dalla Filarmonica G. Andreoli, dal Coro Città di Mirandola, dal Coro della scuola media Montanari e da Assonanza Associazione regionale delle scuole di musica, con la direzione del maestro Mirco Besutti.

“Il Palazzo Comunale non è soltanto un edificio di pregio architettonico – ha detto il sindaco Letizia Budri -. È un luogo che custodisce secoli di memoria collettiva. Dalla sua costruzione, avvenuta nella seconda metà del Quattrocento per volontà dei Pico, fino al 1946, quando accolse il primo Consiglio Comunale della Mirandola liberata, questo Palazzo è stato il luogo del confronto democratico, delle decisioni, della vita pubblica della città”. La riapertura del Municipio, ha sottolineato, “non rappresenta soltanto il completamento di un cantiere complesso, attraversato anche dalle difficoltà della pandemia e da una delle stagioni più complicate degli ultimi decenni per il settore edilizio. Rappresenta soprattutto la forza della ricostruzione. Una ricostruzione resa possibile dalla volontà, dalla solidarietà e dalla capacità di una comunità di restare unita anche nei momenti più difficili. È lo stesso spirito che da sempre caratterizza questa terra e le persone che la vivono, la costruiscono e la amano ogni giorno”. Il recupero del Palazzo, ha aggiunto, “ha richiesto uno sforzo straordinario, capace di unire rigore tecnico e sensibilità storica. Ogni intervento è stato guidato dalla volontà di proteggere il patrimonio architettonico e artistico dell’edificio, restituendogli allo stesso tempo la solidità e la funzionalità necessarie per guardare con fiducia al futuro”.

l costo totale dell’intervento ammonta a 8,4 milioni di euro, di cui 8,1 di fondi commissariali (Regione Emilia-Romagna) e il resto finanziato dal Comune di Mirandola. I lavori sono stati aggiudicati alla RTI composta da AEC Costruzioni Srl (capogruppo) e Alchimia Laboratorio di Restauro (mandante).

“Questa non è solo la casa della Città di Mirandola è anche la casa della Repubblica Italiana”. Così ha affermato il presidente Michele de Pascale, che ha proseguito: “La riconsegna del Municipio assume un valore altamente simbolico: significa riportare la casa comunale nel cuore della città, restituire un punto di riferimento e riaffermare la vicinanza delle istituzioni alle cittadine e ai cittadini. Ed è anche l’occasione per ricordare chi ha sofferto le conseguenze di quel terribile sisma, rendendo omaggio alla straordinaria forza di una comunità che ha saputo subito reagire e risollevarsi. Anche per loro la nostra attività di ricostruzione va avanti senza sosta”. Ha sottolineato, infatti, il presidente della Regione, “abbiamo ricevuto nuovi finanziamenti e siamo orgogliosi che il Governo abbia preso a modello la ricostruzione fatta qui, nella nostra regione, per la nuova legge nazionale sulla gestione del post calamità. Continueremo a lavorare insieme, fianco a fianco, finché l’ultimo cantiere non sarà concluso”.

Da alcune settimane gli spazi del Municipio hanno ricominciato ad accogliere importanti servizi per i cittadini. Al loro interno trovano posto anche i reperti archeologici emersi durante i lavori di recupero; presto tornerà una significativa parte della quadreria del Museo Civico e la Sala Granda riaprirà le sue porte al Consiglio Comunale, ma anche a iniziative culturali, civiche e associative.

 

Mons. Gildo Manicardi, con il sindaco Letizia Budri, il presidente della Regione Michele de Pascale e il parroco di Mirandola, don Fabio Barbieri

 

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