Salute. Il cuore si protegge a tavola
Ospite del Circolo Medico di Mirandola il prof. Vincenzo Lionetti esperto di “ristoceutica”
Da sinistra Elena Canevazzi, Nunzio Borelli, Vincenzo Lionetti, Carlo Ratti
“Il cuore a tavola: la ristoceutica nella prevenzione cardiovascolare”, questo il tema della relazione che il prof. Vincenzo Lionetti, medico anestesista, docente e ricercatore del Centro di Ricerca Interdisciplinare Health Science della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha svolto nel corso dell’incontro promosso da Circolo Medico M. Merighi e AMMI di Mirandola l’11 giugno a Medolla, in collaborazione con AeC Costruzioni. Ad allietare la serata c’è stata anche la performance del gruppo trombe “Do Re Mi Fa Sol La Si” della Fondazione Scuola di Musica “Carlo e Guglielmo Andreoli” di Mirandola, diretta dal maestro Enrico Malagoli.
Il rapporto tra salute, alimentazione e prevenzione delle malattie cardiovascolari è sempre oggetto di studi, infatti, anche se oggi si vive di più e in buone condizioni fisiche le malattie cardiovascolari continuano ad essere tra le principali cause di morte. Il prof. Lionetti, presentato dal presidente del Circolo Medico Nunzio Borelli, ha invitato ad essere attenti a cosa mangiamo ma soprattutto a come gli alimenti vengono associati, preparati e consumati. Da questa intuizione nasce la ristoceutica, neologismo ideato dallo stesso Lionetti nel 2016, una materia al centro di crescente interesse scientifico. Si tratta di una branca della scienza dell’alimentazione che studia gli effetti sinergici, additivi o antagonisti derivanti dalla combinazione di alimenti funzionali, crudi, fermentati e cotti, con l’obiettivo di trasformare il pasto in uno strumento concreto di prevenzione. Tanti gli esempi pratici, usi della vita quotidiana confrontati con la letteratura scientifica. Dall’abbinamento tra pomodoro e olio extravergine d’oliva – che, attraverso la cottura, aumenta la disponibilità di licopene, sostanza utile alla salute cardiovascolare – fino al ruolo delle fibre nel migliorare il profilo lipidico e ridurre il rischio della formazione di placche aterosclerotiche. Molto dibattuto l’utilizzo dei grassi alimentari: non tutti vanno demonizzati e spesso conta più il contesto del pasto che il singolo alimento isolato. Valorizzata anche la tradizione mediterranea rispetto al valore culturale del cibo condiviso: la salute cardiovascolare, infatti, non dipende solo dai nutrienti, ma anche dal recupero di sane abitudini alimentari e del tempo dedicato al pasto, preferibilmente in famiglia. Il messaggio conclusivo è stato chiaro: il cibo non sostituisce le cure mediche, ma la corretta associazione degli alimenti potrebbe rappresentare sempre più uno strumento quotidiano di prevenzione, tanto che in futuro il medico potrà arrivare a “prescrivere” specifiche combinazioni alimentari con la stessa attenzione con cui oggi prescrive una terapia. Perché, come emerso dalla serata, il cuore si protegge anche a tavola, senza rinunciare al gusto quando scienza e tradizione imparano a dialogare.




