Un
Attualità, Editoriali, Il Settimanale
Pubblicato il Luglio 1, 2026
Editoriale

Un patto tra le religioni

Per superare polarizzazioni ed estremismi

di Brunetto Salvarani, Docente di Missiologia e Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna di Bologna e gli Istituti di studi teologici di Modena e Rimini

Sessantuno anni fa usciva negli Stati Uniti il libro di un illustre teologo, Harvey Cox, destinato a diventare un best seller da oltre un milione di copie: The secular city, La città secolare, era una sorta di profezia sulla vistosa e irreversibile crisi di chiese e compagini religiose, almeno nel comparto occidentale del pianeta. Un’ipotesi di lavoro che, in quei mesi in cui si concludeva il concilio Vaticano II, sembrava persino scontata, con l’umanità che non si rivolgeva più a Dio per i suoi problemi, potendo contare sui clamorosi risultati delle scienze, della tecnologia, della medicina, e così via. Oggi, in realtà, il panorama complessivo sembra ben diverso, e a un’innegabile secolarizzazione dei costumi e degli stili di vita si accompagna un fragoroso ritorno delle religioni nello spazio pubblico: nel bene e nel male si potrebbe aggiungere, anche alla luce del peso specifico non indifferente del religioso nelle guerre e nei conflitti sociali attualmente in atto.

Ecco il contesto, importante da tener presente, in cui è nato il Patto denominato La via italiana del dialogo interreligioso. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale. Qualche giorno fa, il 25 giugno, all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, un luogo quanto mai simbolico, i responsabili delle confessioni e delle tradizioni religiose presenti in Italia l’hanno solennemente firmato, e nel pomeriggio è stato consegnato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale, che ha parlato di “un momento di estrema importanza per il nostro paese”. Anche perché si tratta di un passaggio inedito: le comunità religiose non si limitano a dichiarare disponibilità al confronto reciproco, ma assumono pubblicamente un impegno comune per il bene della società tutta. Fra l’altro, significativamente, in contemporanea a Milano si stava presentando il Rapporto sulle migrazioni dell’ISMU, secondo il quale la combinazione fra i nuovi flussi migratori e l’integrazione delle presenze storiche va producendo effetti notevoli anche sul versante delle fedi.

In altri termini, la città secolare prevista da Cox sta diventando in realtà uno spazio plurale e sempre più multireligioso, un dato con il quale oggi è necessario abituarsi a fare i conti. Benvenuto, allora, al Patto per il dialogo, nato dal paziente lavoro del Tavolo interreligioso nazionale per dare continuità a un cammino avviato nel 2023, quando i leader delle religioni diffuse in Italia hanno cominciato a incontrarsi, ospitati dalla Conferenza Episcopale Italiana. Il cui presidente, cardinale Matteo Zuppi, in occasione della firma collettiva ha spiegato che “la via italiana del dialogo intende rappresentare un contributo serio e sperimentato, offerto a una società troppo spesso esposta a polarizzazioni ed estremismi che spingono a vedere nell’altro – diverso per fede o cultura – un nemico. Al contrario, desideriamo riflettere con apertura sui valori comuni per edificare una comunità civile che riconosca, pur nelle sue diversità, il senso di un impegno corale per una società più giusta, accogliente e inclusiva”.

A firmare il documento sono stati quindici rappresentanti di altrettante religioni: oltre alle varie confessioni cristiane (cattolici, evangelici e ortodossi) erano presenti gli ebrei, alcune ramificazioni di musulmani, gli induisti, i buddhisti, i sikh e i bahá’í (per altre info e il testo integrale: https://unedi.chiesacattolica.it). Il suo preambolo prende le mosse da una consapevolezza: vivere da credenti di fedi differenti in una società secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa è oggi insieme una ricchezza, ma anche una responsabilità. Vi si riconosce perciò che le comunità possono contribuire a creare rispetto, comprensione reciproca, incontro e collaborazione, soprattutto in un tempo purtroppo segnato da conflitti, estremismi, chiusure identitarie e strumentalizzazioni pseudo-religiose. Il Patto contiene nove impegni e nove possibili azioni che andremo ad approfondire nella seconda parte.

1 – continua

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