Carpi: la mappatura delle associazioni culturali islamiche, tra legalità e integrazione
La verità oltre i pregiudizi
di Maria Silvia Cabri
Quando si parla di comunità straniere nel nostro territorio, è necessario fare chiarezza su un punto fondamentale per il dibattito pubblico: non è corretto parlare genericamente di “moschee”. Nel contesto di Carpi, infatti, ci si riferisce propriamente ad associazioni culturali islamiche, realtà formalmente costituite, dotate di un loro statuto e di organi di controllo, con le quali la Consulta per l’Integrazione dell’Unione Terre d’Argine collabora attivamente. In base alla mappatura dettagliata eseguita dalla Consulta stessa, in via Unione Sovietica 2 hanno sede la Minhaj ul Quran, di fede islamica sunnita di origine pakistana; la Comunità Musulmana Carpi, di fede sunnita di origine maghrebina; e la Imamia Welfare Organization Carpi, di fede sciita di origine pakistana. Al civico 13 della stessa via è presente l’Associazione Lega Turco-Islamica; in via Cattani Sud 77 ha sede l’Associazione Madina Tul Ilm, di origine pakistana e fede sciita. A completare il quadro, altre due associazioni sunnite di origine pakistana hanno sede rispettivamente in via Caboto e in via Unione Sovietica 4.




