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11 Settembre 2026Godel
Un giovane laureando, Kurt Godel, durante l’ascolto di una conferenza tenuta da un grande matematico, pronuncia pubblicamente un proprio ragionamento che rivoluzionerà il mondo scientifico, vale a dire, dal concetto che una cosa è vera se, e soltanto se, è possibile dimostrare che lo sia, Godel afferma che le proposizioni matematiche possono essere contemporaneamente vere e indimostrabili quindi, non si può e non si riesce a dimostrare ogni cosa o risolvere ogni problema e questo anche attraverso la scienza matematica. Godel chiarisce come esistano delle affermazioni matematiche vere la cui veridicità non potrà mai essere dimostrata e questo deriva dalla consapevolezza del vasto concetto di dimostrabilità e di verità in matematica.
Il fatto di dimostrare che la verità trascende ogni dimostrazione, pone un grande baluardo a difesa dell’esistenza di Dio, nel senso che, se qualcuno mi chiede di dimostrare l’esistenza di Dio, posso dire che, anche se è indimostrabile, non vuol dire che Dio non esista. Allargando questo ragionamento, possiamo lambire anche l’aspetto della bioetica, in quanto, chi lavora sul campo, con gli ammalati, nei laboratori di ricerca, anche se ancora non ha tutto ben chiaro, anche se non riesce a dimostrare ciò che percepisce, a volte avverte che scelte, percorsi, situazioni precise, non devono essere perseguite in quanto per quella strada non si aiuta l’uomo ma lo si ferisce. I risultati concreti, dimostrabili, potrebbero dare anche esito favorevole ma ciò che è indimostrabile e che sorge dentro al cuore della persona che lavora a quel progetto, fa comprendere che c’è qualcosa che non lascia tranquilli.
Quanti progetti scientifici, che hanno portato a dei risultati concreti, hanno contemporaneamente trasmesso al ricercatore ansia e poca serenità, proprio perché si capiva che qualcosa non sarebbe andato bene se si fosse superato un certo confine, quel perimetro etico che non può essere sottaciuto anche se a volte, si fatica a dimostrare.




