Intervista a suor Angela Bertelli, missionaria in Thailandia
Carpi, Chiesa

Pubblicato il

10 Ottobre 2026

Intervista a suor Angela Bertelli, missionaria in Thailandia

Le parole della missionaria, che Notizie ha accompagnato lungo quattro decenni fino ad oggi

di Virginia Panzani

“So che tanti amici missionari non hanno questo riscontro nelle loro Diocesi e ne soffrono non poco”. Così suor Maria Angela Bertelli ha esordito nella videointervista dalla Thailandia, rilasciata a Notizie in vista dell’incontro del 2 ottobre (vedi pagina a fianco), facendo riferimento al ruolo svolto, in quattro decenni di storia, dal settimanale diocesano. “Notizie ha sempre aiutato a far sentire noi missionari ancora parte della Chiesa di Carpi! – ha sottolineato – . Rischieremmo di diventare apolidi: dopo tanti anni e spostamenti non ci sentiamo più cittadini di nessun luogo… sentirci benvoluti, riaccolti, ascoltati è un grandissimo dono”. Suor Angela ha poi portato la propria testimonianza di comunicatrice, poiché la missione, ha affermato, è “annuncio del Vangelo vivo di Gesù”.

Questa comunicazione “fatta di testimonianza personale ma anche di convivenza con volontari che vogliono condividere con noi un pezzetto di strada ha proseguito – spesso diventa uno stimolo per ritrovare o rinnovare la propria fede dormiente o stanca. Siamo partiti lasciando tutto e tutti e siamo qui con tutto noi stessi per seminare la Parola di Gesù ma anche per rilanciare il Vangelo come un ‘boomerang benefico’ alle Chiese di origine. In fondo non siamo forse, o non dovremmo essere, un’espressione della fede del popolo che ci ha inviato?”.

Suor Angela, prima il missionario raccontava soprattutto ciò che faceva, le opere che aveva in mente di realizzare, poi tu sei stata una delle prime a spostare l’attenzione dal fare all’essere…

Dopo l’esperienza della Sierra Leone in cui abbiamo visto case, chiese, scuole, ospedali, opere meravigliose costate anni e fatiche bruciate via in qualche ora dai ribelli, non ci si poteva non chiedere cosa sia il fondamento vero che non può essere distrutto. La risposta è che l’opera fondamentale su cui si lavora è l’uomo!

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