Vera
Attualità, Chiesa
Pubblicato il Gennaio 25, 2023

Vera cattolicità e legame con il territorio

Telefonata del cardinale Matteo Zuppi a monsignor Manicardi. L’impegno delle chiese di Carpi e di Modena è armonizzare le “eccellenze” per una più ricca azione pastorale.

 

È bastata una telefonata per chiarire e sgonfiare il caso “unificazione delle diocesi” semmai questo fosse realmente esistito. È monsignor Gildo Manicardi che come vicario generale della diocesi di Carpi ha accompagnato la comunità diocesana in questi ultimi quattro anni, a fare il punto della situazione con una lettura autenticamente ecclesiale lasciando da parte interpretazioni “mondane” per dirla con un termine caro a Papa Francesco.

Don Gildo, cosa pensa di queste reazioni della stampa alle parole del cardinale Zuppi?

Sono in grado di rispondere avendo in mente un quadro particolarmente preciso. Ieri sera infatti (domenica 22) il Cardinal Matteo mi ha chiamato al telefono, di sua iniziativa. Si è dichiarato molto sorpreso e un po’ dispiaciuto, per l’eccessivo rilievo giornalistico, dato a sue affermazioni estrapolate dal loro reale contesto e pronunciate anche con un tono scherzoso, anche se forse la parola «bigamia» non è di origine … prelatizia.

Continua a leggere oppure abbonati qui.

Diocesi. Cordoglio per la morte di don Benito Poltronieri
Il cordoglio della Chiesa di Carpi per la morte di don Benito Poltronieri, già parroco per 46 anni di Cortile di Carpi. Aveva 97 anni, il decesso nella notte nella sua abitazione di Mirandola. Le esequie saranno presiedute dal vescovo Castellucci giovedì 26 febbraio, alle 10, nel Duomo di Mirandola
di Luigi 
Pubblicato il 23 Febbraio, 2026
Il cordoglio della Chiesa di Carpi per la morte di don Benito Poltronieri, già parroco per 46 anni di Cortile di Carpi. Aveva 97 anni, il decesso nell...
Ucraina, un ghiaccio quotidiano
Le catene ai piedi per camminare e il frigorifero che scalda la casa. Una giornata normale nell’Ucraina in guerra
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 23 Febbraio, 2026
Le catene ai piedi per camminare e il frigorifero che scalda la casa. Una giornata normale nell’Ucraina in guerra