Oltre la custodia: le esperienze nella Casa circondariale di Modena
Uno sguardo su lavoro, comunità e territorio
di Riccardo Salami, CDA Coop Sociale Eortè
Se si guarda ai dati più recenti, il carcere italiano appare stretto tra emergenza quotidiana e insufficienza strutturale. Antigone segnala che, alla fine di novembre 2025, nelle carceri italiane erano detenute 63.868 persone a fronte di 46.124 posti effettivi: il sovraffollamento medio ha così raggiunto il 138,5%. Anche il lavoro resta un’opportunità rara: solo il 3,7% delle persone detenute ha un impiego con datori di lavoro esterni all’amministrazione penitenziaria. Modena restituisce con particolare evidenza questa tensione. La relazione 2025 del Garante comunale descrive la Casa circondariale Sant’Anna come un istituto da 372 posti regolamentari che ospita 578 persone detenute, con un sovraffollamento del 155%, superiore alla media nazionale. Nello stesso documento si registrano 5 suicidi, 38 tentativi di suicidio, 308 episodi di autolesionismo e 126 proteste individuali: numeri che raccontano una sofferenza diffusa.
Uno sguardo più umano
di Roberto Zanoli, presidente Coop. Eortè
Come cooperativa sociale Eortè abbiamo scelto di entrare, da tempo, nella Casa Circondariale Sant’Anna di Modena. Non per raccontarla da fuori, ma per abitarne un pezzo di vita, attraverso il lavoro, le relazioni, le storie delle persone. Da questa esperienza nasce questa pagina mensile. Racconteremo storie, percorsi, fatiche e possibilità…
Verso il futuro
di + Erio Castellucci
“Ero in carcere e siete venuti a visitarmi” (Matteo 25,46). Ci sono molti modi per visitare Gesù in carcere: si può chiedere alla Direzione il permesso di andare a trovare qualche detenuto, come fanno normalmente i familiari e gli amici; è possibile partecipare a qualche iniziativa, celebrazione o incontro formativo; c’è anche l’opportunità di iscriversi ad associazioni di volontariato che hanno accesso al carcere…




