“Diritto al futuro”, il nuovo docufilm prodotto da Ho Avuto Sete al cinema Corso di Carpi
Un viaggio tra le storie dei minori migranti vittime di guerre, discriminazioni e povertà: dal confine tra Messico e Stati Uniti fino all’Afghanistan, passando per l’Europa e l’Africa
Da sinistra Fabio Rossi, Piero Badaloni, Mario Arturo Ascari, Giuliano Albarani, Ermenegildo Manicardi
Un pubblico attento e motivato ha partecipato lunedì sera, al cinema Corso di Carpi, alla proiezione di “Diritto al futuro”, il nuovo docufilm diretto da Piero Badaloni, storico mezzobusto del TG1, insieme ad Andrea Ballestrazzi e Fausta Slanzi, e prodotto da Ho Avuto Sete Odv. Un progetto ambizioso, che porta l’attenzione su un’altra dimensione imprescindibile dei diritti umani: il diritto all’infanzia, condizione essenziale per costruire un futuro più giusto, equo e solidale. Il documentario è un viaggio tra le storie dei minori migranti vittime di guerre, discriminazioni e povertà: dal confine tra Messico e Stati Uniti fino all’Afghanistan, passando per l’Europa e l’Africa. Il capitolo finale è dedicato ai bambini della martoriata Striscia di Gaza. Tra le testimonianze raccolte, quella del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che richiama il diritto alla pace e invita a “disarmare il cuore e le mani”.
Il documentario si propone di fare un viaggio che parte dal confine tra Messico e Stati Uniti, dove migliaia di ragazzi sono bloccati nel loro tentativo di espatriare per raggiungere i parenti, da un muro lungo mille chilometri e alto sette metri, mentre dall’altra parte del muro quei parenti vengono cacciati con la violenza delle armi. Il viaggio prosegue poi in Europa, dove sbarcano tanti minori migranti non accompagnati dall’Africa, e arrivano tanti bambini ucraini che fuggono dal loro paese martoriato dalla guerra. Le immagini raccontano le loro storie, drammatiche e struggenti, così come quelle di tante bambine afgane fuggite con i loro genitori in Pakistan e Iran, costrette dai governi di quei due paesi a tornare in patria, dove non solo non possono più studiare perché è loro vietato dai Talebani, ma neppure passeggiare liberamente. Inoltre, la telecamera degli autori racconta le storie di alcuni bambini feriti a Gaza e ricoverati negli ospedali italiani, così come in altri paesi europei, per ricevere un’assistenza che nella loro terra, a causa di una guerra spietata, è ormai divenuta impossibile. Infine, anche la testimonianza dei volontari delle organizzazioni internazionali più impegnate nell’assistenza a questa infanzia in difficoltà, nonostante la drastica riduzione dei fondi, decisa dal presidente Usa Donald Trump. Tra le testimonianze raccolte, quella del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che richiama il diritto alla pace e invita a “disarmare il cuore e le mani”.
L’Ingresso era a offerta libera, per il progetto di costruzione di un impianto idrico di acqua potabile e orto comunitario per il Villaggio di Zaka – Tenkodogo, in Burkina Faso.
Iniziativa promossa da Ho Avuto Sete, Fondazione Casa del Volontariato, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Ordine degli Avvocati di Modena, con il patrocinio di Città di Carpi, nell’ambito del programma di “Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026”.




