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Pubblicato il Maggio 8, 2026

Tutto pronto per l’inaugurazione della mostra al Museo Diocesano su San Francesco

Nella ricorrenza degli 800 anni dalla morte del Santo, sabato 9 maggio, alle 17, inaugura al Museo diocesano d’arte sacra di Carpi – Chiesa di Sant’Ignazio (corso Fanti 44) la mostra collettiva “Sulle orme di Francesco”

di Maria Silvia Cabri

L’attualità del messaggio di San Francesco, d’Assisi, comunicata da oltre 30 artisti, ciascuno secondo il proprio stile e la propria sensibilità. Nella ricorrenza degli 800 anni dalla morte del Santo, sabato 9 maggio, alle 17, inaugura al Museo diocesano d’arte sacra di Carpi – Chiesa di Sant’Ignazio (corso Fanti 44) la mostra collettiva “Sulle orme di Francesco”. Ad esporre sono gli artisti del gruppo Arte in Movimento, di cui è presidente Attilio Desiderio, e dell’associazione artistica culturale Torre Borgo di San Felice, guidata dal maestro Antonio Cantiello.

Losi e Bizzoccoli: “Vocazione Pace”

“L’umanità sta vivendo un tempo oscuro, in cui la legge della forza è ancor più applicata e celebrata. In questo contesto – commentano i critici Paola Losi e Mario Bizzoccoli – la volontà di rivolgersi ad un soggetto umano assoluto ed a un oggetto vivo e non solo concettuale, diventa necessità esistenziale. Il soggetto è San Francesco; l’oggetto è ciò che dobbiamo ritenere la sua sacra ed innata ossessione, la Pace”. Partendo da queste premesse, “più di trenta artisti, provenienti in maggioranza dal circondario carpigiano, ma con un consistente apporto ‘esterno’ e prossimo, si sono aggregati in questa mostra-evento che si inserisce nelle celebrazioni dell’ottocentesimo del transito, del ‘dies natalis’, del Santo di Assisi. Le opere sono molte e diverse, grazie agli stili e alle coscienze individuali degli artisti: pittura, scultura, grafica, xilografia, tutte presentate con l’intento di comunicare al pubblico la volontà della Pace. Il soggetto induce, soprattutto, all’operatività di stile figurativo: la grande maggioranza dei pittori ha ripreso la figura di un giovane Francesco nei suoi momenti cult, quando predica agli uccelli, converte il lupo, avvicina il Sultano.

L’iconografia agiografi ca resta sempre, ma non va dimenticato che gli artisti sono contemporanei, le loro coscienze hanno vissuti molto diversi dagli estensori dei ‘Fioretti di San Francesco’, dalle magnifiche espressioni giottesche e dalle sublimità di Dante. La totalità pittorica, forma e colore sono estremamente curati, come le diverse tecniche impiegate. Sono presenti anche delle opere ‘astratte’, concettuali e significative. Dal punto di vista della scultura, la prevalenza è il monocromatismo, in cui la materia costruttiva, la creta, diviene forza e autentico atto creativo: qui, la metafora non è fine a se stessa, ma è pregnante di vita e messaggio. Tutto appare e si sintetizza nell’opera enunciativa di Nicolò Arioli, autore dell’immagine posta nel manifesto dell’intero evento artistico. Un percorso tematico variegato e appassionato: le orme di Francesco sono e restano, ineludibili e sempre indicative.

Beltrami: “Speranza viva”

“Anche quest’anno il Museo diocesano ospita la mostra d’arte collettiva a cura di Arte in Movimento – afferma Andrea Beltrami, direttore del Museo – . Il tema francescano si articola e declina attraverso le svariate manifestazioni artistiche il cui fine è quello di ricondurci alla figura di un uomo che ci parla di pace. In un tempo dove gli episodi di violenza, di guerra e di odio sono quotidiani, sentiamo la necessità di un messaggio irenico, capace di farci riflettere e meditare.

La capacità dell’artista di trattare Francesco e il suo messaggio appare evidente nei colori e nelle forme proposte nella mostra, dove all’estro estetico si unisce una sensibilità intellettuale e creativa che restituisce, certo, il personaggio ma anche l’attualità delle vicende umane e la situazione di tanti paesi e popoli del mondo. Ogni opera racconta, commuove, stupisce, come l’arte sa fare”. Il percorso della mostra è accompagnato anche da eventi musicali e momenti di meditazione, che contribuiscono ad approfondire la figura di Francesco e la sua spiritualità. “Lasciamoci coinvolgere dall’eredità del Poverello di Assisi – conclude il direttore nel rispetto del Creato, nel ritrovare la gioia nella sobrietà, nel sentirci affratellati nella speranza vivendo nella pace. Tratteniamo questi valori e conserviamoli”.

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