Seconda parte dell’intervista ad Alberto Pellai sul rapporto dei minori con social e smartphone
Pubblichiamo la seconda parte dell’intervista ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ospite a Carpi lo scorso 27 aprile per una partecipatissima conferenza che ha tenuto presso l’Auditorium San Rocco su invito del gruppo scout Carpi 1 in occasione del 70° della fondazione. Sul palco a condurre il dialogo con il relatore Alessandra Tessi, capogruppo Carpi 1, Irene Croci e Francesco Pettenati, educatori scout, e Anna Maria Vecchi del Centro per le famiglie dell’Unione Terre d’Argine. Nell’intervista si affrontano con Pellai le conseguenze dell’impatto del digitale (smartphone e social) di bambini e adolescenti, temi che lo vedono impegnato anche sul versante pubblico con la richiesta di opportuni interventi legislativi a protezione dei minori.
di Giliola Alfaro
Dottor Pellai, oltre a vietare l’uso di smartphone e social, è importante anche educare a un uso consapevole?
Il concetto è questo: se tu sei un bambino e ti porto in strada ti insegno l’Abc dell’educazione stradale, ma non vuol dire che ti insegno come si fa a guidare un’automobile, ti insegno a non attraversare con il rosso, a comprendere il significato delle strisce pedonali, quindi ti metto in relazione con persone che sanno guidare le automobili, ma non in termini abilitanti il “te che guida un’automobile”, ma in termini abilitanti il “te che sa cosa accade a chi guida un’automobile e deve prendere le giuste misure per tutelare il proprio bisogno di protezione e sicurezza”.




