Patrono 2026, radici francescane
Dall’economia civile alle varie espressioni artistiche c’è tanto di San Francesco ad ispirare la festa del Patrono 2026
di Paolo Davoli e Giovanna Morini, Direttori Servizio per il dialogo culturale
“Nacque al mondo un sole” (Dante, Paradiso Canto XI). Nel segno dell’anno giubilare di San Francesco, nell’ottavo centenario del suo “transito”, si terranno tre importanti eventi tra il 16 e il 18 maggio promossi dalle diocesi di Modena- Nonantola e di Carpi, con il supporto del Servizio pastorale interdiocesano per il dialogo culturale.
Origini dell’economia civile
Le iniziative partono sabato 16 maggio (dalle 9.30 alle 13, Sala delle Vedute di Palazzo Pio a Carpi), con il convegno “L’Economia civile oggi e le sue radici francescane”, organizzato dai servizi interdiocesani di Caritas e Pastorale sociale e del lavoro, nel quadro dei festeggiamenti per il patrono di Carpi, San Bernardino da Siena. C’è un filo sottile ma resistente che attraversa quasi otto secoli e collega il saio di Francesco d’Assisi e dei suoi frati alle cattedre di economia dei nostri atenei. È il filo dell’economia civile: quella visione del mercato come spazio abitato da virtù, in cui il profitto non è fine a sé stesso ma orientato al bene comune, e in cui la fraternità non è un’utopia sentimentale ma un principio regolativo concreto. E anche San Bernardino da Siena, oltre che grande predicatore nel Quattrocento, fu un raffinato teologo dell’economia, capace di elaborare — con una modernità che ancora sorprende — categorie come il valore di mercato, il giusto prezzo, il ruolo sociale del commerciante. Il convegno interroga quella tradizione alla luce delle sfide del presente, anche con il supporto dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti.
Il prof. Pietro Delcorno, dell’Università di Bologna, ripercorrerà il cammino dalla scelta di povertà di Francesco alla nascita dei Monti di Pietà, fondati dai Francescani nel Quattrocento come risposta alternativa all’usura, prima rete di credito popolare della storia europea. Filippo Monari, delegato regionale della Caritas, inquadrerà i lavori anche in riferimento all’annuale Rapporto sulla povertà di Caritas Italia, sul generare valore custodendo le persone, per un’economia più umana. A chiudere il cerchio tra storia e attualità, il prof. Fabio Poles dell’Università di Padova aprirà alle potenzialità dell’economia civile oggi, un’area di ricerca e di prassi che conta pensatori come Luigino Bruni e Stefano Zamagni, imprese sociali, cooperative di comunità, esperienze di finanza etica.
Francesco e Valdo esperienze cristiane
Sempre sabato 16, alle ore 17, presso la Biblioteca Diocesana del Seminario di Modena in Corso Canalchiaro 149, dove la coordinatrice della rivista di Studi Valdesi “Riforma e movimenti religiosi”, Francesca Tasca, dialogherà con Giuseppe Ferrari, docente di Ecumenismo presso l’ISSR dell’Emilia, sulla sua ultima pubblicazione “Valdo di Lione e Francesco d’Assisi. Due esperienze cristiane” (Claudiana, 2026). La studiosa analizza le vite di Francesco e di Valdo a partire dalla domanda: perché Valdo è stato condannato come eretico, mentre Francesco è diventato santo? Lo studio intende “raccontare due povertà che sembrano uguali e non lo sono, due Chiese possibili, due modi di dire Vangelo”, a partire da “una domanda sul rapporto tra Vangelo e potere, tra profezia e scandalo”. L’iniziativa, organizzata insieme all’Istituto di Scienze Religiose dell’Emilia e al Servizio pastorale diocesano per l’ecumenismo e per il dialogo interreligioso, si inserisce nelle Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico, dedicate quest’anno dalla CEI al tema “Risonanze di santità”: infatti dalle ore 15 sarà possibile visitare la Biblioteca del Seminario con alcune biografi e di santi e sante edite nei secoli XVI-XX.
Tra storia e pensiero politico
Il terzo momento di approfondimento è in agenda per lunedì 18 maggio, alle ore 18, presso la Sala Gorrieri di Palazzo Europa (via Emilia Ovest 101), a cura del Centro Ferrari, di Unimore e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Il vescovo don Erio Castellucci verrà intervistato dal prof. Matteo Al Kalak dell’Università di Modena insieme al prof. Daniele Menozzi, professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa e coautore del libro-miscellanea “Pensare Francesco. Storia, memoria e uso politico”. Il volume, edito da Il Mulino su un progetto del Centro Universitario Cattolico della CEI, ricostruisce la parabola storica della rappresentazione pubblica tra Ottocento e Novecento di San Francesco, che ha subito una serie di metamorfosi culturali (ed anche manipolazioni), descritto come un grande riformatore, una gloria italiana, un democratico-cristiano, salvo poi subire un profondo mutamento negli ultimi decenni quando la sua figura inizia a combinarsi con i temi dell’ecologia e della pace. E dopo che un pontefice ne ha assunto il nome per la prima volta nella storia, la sua immagine continua ad avere una fortissima risonanza pubblica.
Ricordiamo che a San Francesco il vescovo Erio ha dedicato la sua Lettera alla Città di Modena per San Geminiano, ripercorrendo nelle Fonti Francescane i temi della solidarietà, condivisione, fraternità, riconciliazione, dialogo e testimonianza. Il dialogo con il prof. Menozzi aiuterà a capire le diverse modalità con cui uomini, movimenti e istituzioni leggono l’immagine del Santo, trovando in lui ispirazione per la propria ricerca spirituale e per come vivere nel mondo. Ecco tre diversi appuntamenti proposti dalle nostre diocesi, di elevato spessore culturale, che possono concorrere a camminare da credenti con San Francesco, ispirandosi al suo modello di vita e alle sue parole: “poiché sono servo di tutti, sono tenuto a servire a tutti e ad amministrare a tutti le fragranti parole del mio Signore” (FF 180).




