Aggiornamenti sulla ricostruzione post sisma a Concordia
All’incontro pubblico svoltosi lo scorso 22 luglio nella Sala Magna del Municipio di Concordia sulla Secchia, il punto sull’iter di ricostruzione dei beni ecclesiastici nel territorio comunale. L’iniziativa è stata organizzata dall’Ufficio Patrimonio Immobiliare della Diocesi di Carpi, in collaborazione con le parrocchie e il Comune di Concordia
di Virginia Panzani
Da sinistra Bartolomeo Letizia, Francesco Gelmuzzi, Marika Menozzi, don Andrea Kielbasa, Sandra Losi, Mauro Pifferi, Katia Pedrazzoli, Daniele Berni
Nessun edificio di culto colpito dal terremoto è stato dimenticato. La ricostruzione delle chiese procede infatti lungo un percorso in costante evoluzione, anche laddove i progressi non sono immediatamente visibili dall’esterno. L’ha ribadito l’architetto Sandra Losi, direttore dell’Ufficio Patrimonio Immobiliare della Diocesi di Carpi, lo scorso 22 luglio all’incontro pubblico nella Sala Magna del Municipio di Concordia, organizzato in collaborazione con le parrocchie e l’amministrazione comunale. Si è voluto dunque confermare il massimo impegno della Diocesi di Carpi e rassicurare nuovamente la cittadinanza: nessun bene ecclesiastico concordiese sarà lasciato indietro. Alla serata, introdotta dalla sindaca Marika Menozzi, si sono susseguiti gli interventi dell’architetto Losi, del parroco don Andrea Kielbasa, dell’ingegner Francesco Gelmuzzi, responsabile del Settore Post Emergenza- Ricostruzioni dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile della Regione Emilia-Romagna, e dell’architetto Mauro Pifferi, RUP dei progetti delle chiese parrocchiali di Concordia, Fossa, Santa Caterina e San Giovanni. Presenti la vicesindaca Katia Pedrazzoli, con delega all’urbanistica, l’assessore Daniele Berni, l’ingegner Bartolomeo Letizia, coordinatore tecnico presso l’Agenzia Ricostruzioni della Regione Emilia-Romagna, e numerosi residenti del capoluogo e delle frazioni.
Un impegno economico da oltre 15 milioni di euro
“Dopo un evento traumatico come il terremoto del 2012 – ha detto l’architetto Losi – si spera che la ricostruzione possa concretizzarsi nel più breve tempo possibile. Ma poi ci si scontra con procedure e percorsi che non sono così immediati e questo fa crescere malumori e delusioni”. Dunque, sì, ha riconosciuto l’architetto, la comunità concordiese è da tanto che aspetta per le proprie chiese, ad eccezione di quella di Vallalta, riaperta nel 2014 in virtù dell’ordinanza regionale 83/2012, insieme ad altri sette edifici di culto diocesani, individuati come priorità di intervento. Va altresì ricordato che le chiese di Fossa, Concordia, Santa Caterina e San Giovanni, gravemente danneggiate, richiedono progetti ed interventi di grande complessità: basti pensare che, ha evidenziato l’architetto Losi, “l’impegno economico per il recupero del patrimonio parrocchiale di Concordia ammonta a 15.710.000 euro circa, corrispondente al 20% dell’intero importo di finanziamento pubblico ricompreso nel piano Opere Pubbliche Beni Culturali della Diocesi di Carpi. Gli importi più rilevanti sono per le chiese di Fossa con 5.400.000 euro e di San Paolo di Concordia con 5.100.000 euro. Per Santa Caterina e San Giovanni gli importi pianificati superano di poco i 2.000.000 di euro”.
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