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11 Settembre 2026Ac, secondo campo Adulti ad Asiago: riflessioni sull’IA e sulla Magnifica Humanitas
Cosa ci vuole: un’enciclica intelligente!
di Francesco Manicardi
Al campo estivo di Asiago, gli Adulti di Azione Cattolica si sono confrontati con una domanda molto attuale: Intelligenza Artificiale o intelligenza naturale? La risposta, ormai, è che la dicotomia non regge più. L’IA è già entrata nelle nostre vite – nei viaggi, nella salute, nello studio, nell’informazione – e proprio per questo va conosciuta, governata e abitata con intelligenza umana, perché resti al servizio della persona e non finisca per impoverire il nostro modo di vivere.
A guidare la riflessione sono stati gli stimoli dell’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, illustrata dalla presidente diocesana di AC, Benedetta Lodi. Il documento richiama con forza la dignità della persona, creatura relazionale e sociale, e invita a leggere le sfide tecnologiche senza ingenuità: la concentrazione dei dati e del potere digitale può generare nuove forme di colonialismo e ridurre l’essere umano a semplice numero, profilo o ingranaggio. Contro questa “sindrome di Babele”, l’Enciclica propone responsabilità condivisa, discernimento e scelte concrete orientate al bene comune.
Molto efficace anche l’intervento di Emilia Palladino, docente alla Pontificia Università Gregoriana, che ha messo a fuoco opportunità e limiti dell’IA generativa. I modelli linguistici producono testi plausibili, ma non necessariamente veri: possono inventare, semplificare, manipolare. Per questo non vanno delegati acriticamente, soprattutto nelle decisioni importanti. L’IA può essere un punto di partenza, mai il punto di arrivo: serve sempre la verifica umana, che diventa una vera esigenza etica.
Tra articoli, lavori di gruppo e il Cineforum con il film No Other Choice, dedicato al dramma della perdita del lavoro in Corea, le giornate hanno intrecciato pensiero, confronto e vita comunitaria. Non è mancato il consueto clima familiare, reso ancora più vivace dalla presenza di una quindicina di bambini: forse i futuri, brillantissimi gestori dell’IA. In conclusione, aggiungo che anche questo articolo è stato scritto con un piccolo aiuto dell’IA generativa. Ma, va detto, nessun algoritmo sa far ridere come i giochi dei Giovanissimi nelle serate di Asiago.




