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13 Settembre 2026San Francesco, dal 18 settembre al Museo diocesano una mostra sul Santo e sul legame con Carpi e il territorio
Una “peregrinatio” sulle tracce di Francesco
di Brunetta Salvarani
Un’altra mostra su san Francesco? C’è ancora qualcosa da scoprire sul poverello di Assisi? In questi ultimi anni si sono succeduti tanti anniversari francescani: l’incontro, durante la quinta Crociata, con il sultano Malik-al-Kamil a Damietta (1219), l’“istituzione” del presepio di Greccio (1223), l’impressione delle Stimmate (1224), l’ottavo centenario della morte (1226)…con quale spirito di originalità e coraggio abbiamo pensato di allestire una mostra su di lui? Come osiamo inserirci nella lunga lista di esperti, teologi, confratelli, storici…che da secoli scrivono, analizzano e divulgano il suo pensiero?
In effetti, se questa fosse stata la nostra intenzione, ci saremmo fermati ancor prima di pensarla, però abbiamo la presunzione che il “nostro” Francesco sia originale ed unico, infatti, ci siamo appassionati a cercare e studiare i modi in cui la devozione locale lo ha rappresentato per arrivare a scoprire che, nel corso del tempo, tante persone, nella nostra zona, hanno cercato in lui un esempio da vivere ogni giorno con serietà da permetterci di affermare che esiste, davvero, un “Francesco da Carpi”. Abbiamo, inoltre, considerato la storia carpigiana, inserita nel flusso della “grande storia”, apprezzandola tanto da volerla condividere e far conoscere.
La mostra accompagna, così, il visitatore in una passeggiata tra le vie di Carpi racchiuse, qui, nella chiesa di Sant’Ignazio – e poi fuori porta, nelle contrade della diocesi, dove si possono ammirare molti segni e tracce disseminate della presenza francescana. Questa è la prima tappa, ma la speranza è di sollecitare la curiosità del visitatore in modo che possa intraprendere una sorta di “peregrinatio Francisci” in città e oltre usando, magari, il “cavallo“ di San Francesco: a proposito, quanti modi di dire, aneddoti, sentenze ne raccontano la popolarità!
Francesco, che predicava con la sua vita la radicalità del Vangelo – sine glossa – tanto da pensare che non ci fosse bisogno di una Regola scritta, ha dato occasione a pensatori ed artisti, in tutti i secoli, di commentare la sua vita, fino al punto di raffigurare un “loro” Francesco. Canonizzato due anni dopo la morte (1228), da subito è stato oggetto di letteratura e pitture: Cimabue, Giotto, Tommaso da Celano, Bonaventura da Bagnoregio, leggende, agiografi e, i “Fioretti”…e il dibattito sull’autenticità dell’una o dell’altra fonte è ancora aperto, ma questo campo, così affascinante, non è di nostra competenza pur consapevoli della sua importanza. Quanto sarebbe utile, però, leggere gli Scritti di Francesco, il suo “Testamento”, ad esempio, che riprende i contenuti della “Regula non bullata”.
La nostra scelta è stata quella di riflettere su quanto San Francesco abbia affascinato, interrogato, ispirato – e continui a farlo, oggi – gli artisti di ogni disciplina dalla musica al cinema, dal fumetto al teatro, raccogliendo qualche esempio; come abbia infl uenzato la più recente Storia d’Italia e il suo messaggio di pace e fratellanza sia diventato ispiratore del movimento ecumenico e dell’opera dei Papi tra ‘900 e 2000.
Quale altro Santo può contare ammiratori in ogni latitudine tra coloro che si dicono credenti di qualsiasi religione, atei, agnostici… Forse qualcuno ha cercato di racchiuderlo in un santino, in un’immagine definita, incorniciata, fissa, ma, in realtà, Francesco, uomo essenziale, il giullare di Dio, che amava il canto, il sorriso, la vita, continua a parlarci in modo autentico e vivo. Ci auguriamo che questa mostra, valorizzando il passato carpigiano, attenta alle sollecitazioni dell’attualità, con lo sguardo rivolto al domani, sia un’occasione, seppur semplice e limitata, per incontrare Francesco dai “1000 volti”, il folle di Dio, l’“‘alter Christus”- per alcuni, di scoprirlo ed, eventualmente, continuarne la ricerca.




