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1 Ottobre 2026“L’attualità di San Francesco” nella conferenza del vescovo Castellucci a Mirandola
Nell’ambito della rassegna “I Giorni della Terra” a Mirandola, conferenza del vescovo Erio Castellucci sull’attualità di San Francesco d’Assisi
di Virginia Panzani
Mons. Erio Castellucci
Francesco d’Assisi a tutto tondo nel valore universale della sua esperienza di fraternità. Questo il ritratto tratteggiato dal vescovo Erio Castellucci nella conferenza “L’attualità di San Francesco” sabato 26 settembre, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, organizzata dal Comitato Sala Trionfini e compresa nel programma della rassegna “I Giorni della Terra” (25-27 settembre). Ampia la partecipazione del pubblico, che ha riempito il giardino di Palazzo Vischi, a rappresentare tutte le “anime” della città. L’incontro è stato introdotto da Francesco Vincenzi e Cosimo Quarta, rispettivamente presidente e segretario generale della Fondazione CR Mirandola, ente promotore de “I Giorni della Terra” – quest’anno il tema era il valore e la tutela dell’acqua – e da Gino Mantovani per il Comitato Sala Trionfini.
“Feci misericordia con i lebbrosi”
Cinque gli spunti di riflessione proposti da monsignor Castellucci, per andare al di là delle innumerevoli immagini del Santo sviluppatesi in otto secoli – l’illuminista, il pacifista, l’ecologista, e persino il comunista e il fascista, poi, la figura leggiadra del film Zeffirelli e quella tormentata dei film della Cavani, etc. – e partire da un fatto fondamentale senza il quale non si può comprendere il “vero” Francesco, ovvero il suo rapporto con Gesù Crocifisso. “Alla base di tutto c’è la conversione del figlio di un ricco mercante, che frequentava ‘il bel mondo’ tanto da essere chiamato ‘re delle feste’, che voleva fare il cavaliere e aveva anche combattuto. Una conversione a Cristo, come lui stesso ricorda nel Testamento, nata dall’abbraccio con i ‘fratelli lebbrosi’”. Insolita l’espressione usata per descrivere questo incontro, “feci misericordia con loro”, dove, ha evidenziato il Vescovo, la parola chiave è “con”. “Mentre nel Vangelo il buon samaritano si ferma, scende dal cavallo e ‘fecit misericordiam ad eum’, cioè ‘a lui’, all’uomo derubato e malmenato dai briganti, Francesco concepisce la misericordia e la carità non come un calarsi dall’alto al basso, ma come un porsi sullo stesso livello”.




