Termina domani la mostra “@scATTI di cura”
Promossa da Gruppo Parkinson Carpi e CittadinanzattivaER, la mostra riflette sui diritti dei caregiver e sulla solidarietà quotidiana
di Maria Silvia Cabri
Un gesto nobile, l’atto “di cura”, immortalato in una fotografia. È questa l’essenza della mostra @scATTIdicura, promossa dal gruppo Parkinson di Carpi in collaborazione con il coordinamento regionale delle associazioni di malati Cronici e Cittadinanzattiva Emilia-Romagna, inaugurata il 2 maggio nella saletta della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi (corso Cabassi 4), alla presenza anche dell’assessora Serena Pedrazzoli. L’esposizione, visitabile fino a domenica 10 maggio, offre la possibilità di riflettere sul valore della cura, intesa non soltanto come intervento sanitario, ma come relazione profonda tra persone, improntata ad attenzione, prossimità e solidarietà.
La quotidianità del Gruppo Parkinson
Promotore dell’evento è il gruppo Parkinson di Carpi, “impegnato da oltre 20 anni nell’assistenza e nell’accompagnamento delle persone colpite dalla malattia e dei loro familiari – spiega il presidente, il dottor Giulio Cabri, psichiatra – tramite la collaborazione di cittadini e specialisti sanitari e non solo”. Il gruppo Parkinson di Carpi ha partecipato alla mostra “mediante l’invio di fotografie scattate dal nostro fotografo Fausto Bassoli che immortalano alcuni momenti di cura durante le attività riabilitative nell’assistenza alle persone con malattia di Parkinson – prosegue il dottor Cabri – . Le immagini restituiscono uno spaccato autentico della quotidianità vissuta accanto alla fragilità, mostrando gesti semplici ma carichi di significato e le molteplici dimensioni della cura, dal lavoro di caregiving, spesso caratterizzato da fatiche e difficoltà, agli aspetti più ludici e sociali”.
Tutele e diritti per chi assiste
Cittadinanzattiva Emilia-Romagna ha poi ampliato la riflessione sul tema dei diritti e del ruolo dei caregiver: “La nostra associazione – afferma Marilena Vimercati, componente del Coordinamento delle Associazioni di malati cronici – tutela i diritti. In questo caso, dei caregiver, ossia le persone che si prendono cura di un proprio caro, non autosufficiente. Un impegno che tocca profondamente la vita quotidiana, con ripercussioni sulla vita lavorativa o sullo studio, se sono giovani caregiver, col rischio di sviluppare loro stessi delle patologie; quindi, hanno bisogno di essere supportati perché si mantengano in salute”. La mostra si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione portato avanti negli ultimi anni: “Promuovere iniziative di questo genere – prosegue Vimercati – mira a portare il tema della fragilità fuori dai luoghi tradizionali della cura informale (quella prestata dai caregiver); quindi, negli spazi dove si produce cultura, come associazioni, biblioteche, ma anche scuole. Ciascuno di noi ha avuto bisogno di cure, o ne avrà bisogno in futuro, o ha dato cura; quindi, è un tema che riguarda tutti. Occorre continuare nel dibattito pubblico ad evidenziare il tema della cura informale portata avanti da un familiare ma non solo, perché ci sono anche le nuove famiglie, le nuove relazioni affettive, anche amicali. Di qui l’importanza di riconoscere e valorizzare una rete di solidarietà più ampia, capace di sostenere chi si trova nella fragilità e chi ogni giorno se ne prende cura”.




